Bracconaggio ultra-sofisticato con fucili laser e infrarossi
agosto 23rd, 2008 by admin
Bracconaggio ultra-sofisticato con fucili laser e infrarossi
— BERGAMO —
ANDAVANO A CACCIA di notte, nella zona del Rifugio Curò (Valbondione, a 1.600 metri di altezza) attrezzati di tutto punto, con fucili ad alta precisi…
— BERGAMO —
ANDAVANO A CACCIA di notte, nella zona del Rifugio Curò (Valbondione, a 1.600 metri di altezza) attrezzati di tutto punto, con fucili ad alta precisione dotati di silenziatori e laser infrarossi per individuare la preda, camosci o caprioli, anche nell’oscurità e a lunga distanza. La loro presenza era stata segnalata agli agenti del Nucleo ittico venatorio della Polizia provinciale che ha individuato a denunciato i bracconieri.
SI TRATTA di due 30enne, residenti in Alta Valle Seriana: a loro carico sono stati attribuiti numerosi reati, che vanno dall’accusa di abbattimento di specie non cacciabile, all’uso di mezzi da caccia vietati, alterazione di arma comune da sparo (in due casi, infatti, le armi usate avevano la matricola abrasa) e omessa denuncia di detenzione di particolari munizioni, e omessa custodia di armi denunciate. Fucili, silenziatori e cartucce, 150 cariche e dei bossoli, sono stati ritrovati in una baita sopra Valbondione, in località Casinel, ai confini della riserva naturale del Parco delle Orobie Bergamasche, baita che seriva ai bracconieri come base d’appoggio.
NELLA BAITA, inoltre, la polizia provinciale ha sequestrato una carcassa di capriolo maschio (cacciabile solo dal 1° ottobre al 30 novembre e al di fuori di tale periodo è specie protetta) già scuoiato e sezionato, il tutto per un valore che si aggira sui 10-12 mila euro. «Questa operazione anti-bracconaggio - ha commentato il comandante della polizia proviniciale Alberto Cigliano - si è svolta nelle notti scorse. Le due persone denunciate agivano nel territorio del Parco delle Orobie, quindi all’interno di un’area di pregio e la loro attività di bracconaggio non può far altro che danneggiare l’ambiente. Sono stati intercettati mentre uscivano dalla baita con gli zaini in spalla e l’abbigliamento tipico da caccia. Usavano tecnologie di avanguardia, ha aggiunto il comandante, come silenziatori e puntatori ottici che sono diventati la nuova frontiera del bracconaggio».
QUESTA OPERAZIONE è solo l’ultima in ordine di tempo effettuata sul territorio montano della Bergamasca dagli uomini del Nucleo ittico venatorio della Polizia provinciale; dal 2004 in poi sono state compiuti altri interventi contro la caccia illegale di ungulati. Nel settembre 2005, ad esempio, era stato individuato un gruppo di bracconieri che operavano nei pressi del pizzo Coca mentre davano la caccia ai camosci.
Nel luglio del 2004, in località Colle di Azzone, in Valle di Scalve, erano stati denunciati altri bracconieri.
Altre armi erano state sequetrate a gennaio e aprile del 2007 tra Valbona e la località di Mandra, ad Ardesio.
«IL CORPO di polizia provinciale - ha spiegato Luigi Pisoni, assessore provinciale alla Caccia -, va solo ringraziato per il lavoro costante svolto fino ad ora senza sosta e con pochi mezzi a disposizione. Da sottolineare, inoltre, che la maggior parte dei nostri interventi sul territorio prendono il via da segnalazioni di cittadini ed escursionisti, vale a dire persone che hanno a cuore le sorti dell’ambiente in cui si trovano e vivono».
http://ilgiorno.ilsole24ore.com/bergamo/2008/08/23/113153-bracconaggio_ultra_sofisticato_fucili_laser_infrarossi.shtml
- No Comments »
- Posted in No alla caccia e bracconaggio

