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DENUNCIATO PER BRACCONAGGIO UN 70ENNE - Perugia

novembre 22nd, 2008 by admin

CACCIA: DENUNCIATO PER BRACCONAGGIO UN 70ENNE. 8 I VERBALI DELLA POLIZIA PROVINCIALE

L’anziano cacciatore è stato segnalato mentre cacciava di notte. Alla fine ha confessato dove celava il fucile

Un’apertura della caccia molto tranquilla e ordinata, caratterizzata da 150 controlli effettuati dagli agenti della Polizia Provinciale di Perugia, con 8 verbali elevati. Poche anche le richieste di intervento pervenute alla centrale operativa della Polizia Provinciale da parte dei cittadini. Nella notte tra venerdì e sabato ad essere denunciato all’autorità giudiziaria per caccia in periodo notturno è stato L.A. di 70 anni. L’uomo era stato segnalato da cittadini della zona Giano dell’Umbria, che nella notte avevano sentito sparare alcuni colpi di fucile. Subito una pattuglia della Polizia Provinciale, si è recata sul posto per cercare l’arma che, a causa della poca visibilità,  non è stata ritrovata. Successivamente però, in collaborazione con i Carabinieri, è stato effettuato un controllo nella casa del sospettato, nella quale mancava un arma tra quelle denunciate.  A questo punto l’uomo ha confessato di aver compiuto l’atto di bracconaggio portando gli Agenti sul posto dove aveva abbandonato l’arma. Quest’ultima è stata sequestrata dalla Polizia Provinciale, mentre i Carabinieri hanno provveduto al sequestro della restanti armi per ulteriori accertamenti
http://tuttoggi.info/index.php?sezione=articolo&id_articolo=9109

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Caccia di frodo all’interno dell’oasi di «Monticelli»

novembre 19th, 2008 by admin

di Giancarlo Izzo - tratto dal Corriere della Sera
Esplode l’allarme per il bracconaggio nell’Oasi «Monticelli». Le battute illegali di caccia avvengono sistematicamente, senza che le autorità riescano ad ostacolare il fenomeno. Chi abita in zona incomincia ad aver paura, soprattutto dopo l’episodio dell’altra notte che ha visto una casa centrata da alcuni colpi di pallettoni durante la notte. Il proprietario, Pietro De Ninno, stanco e impaurito, ha deciso di mettere in vendita il villino. Bracconieri - al momento ancora ignoti - hanno esploso diversi colpi di fucile contro un cinghiale, incuranti di un’abitazione ubicata a pochi metri dall’altra parte della strada provinciale “Pantani”. Chi ha sparato era appostato al confine del bosco con la strada, quando ha visto l’animale passargli davanti, non ha esitato a scaricargli contro il caricatore del fucile. Alcuni colpi sono andati a segno uccidendo l’animale - il sangue e le tacce lasciate sul terreno dai bracconieri lo confermano altri invece hanno attraversato la strada finendo contro la parte dell’abitazione di Pietro De Ninno.

L’uomo un ex vigile urbano in pensione - era seduto davanti al camino e stava seguendo la tv. Ad attirare la sua attenzione è stato il rumore cupo delle pallottole contro la parete esterna. Due colpi si sono conficcati a pochi metri dalla finestra del salone. Una fatalità ha evitato che i colpi penetrassero all’intero della stanza. La fortuna, inoltre, ha voluto che in quel momento, lungo la strada provinciale non transitasse alcun veicolo che poteva diventare facile bersaglio delle fucilate. «È incredibile — commenta De Ninno — che per qualche chilo di carne si possano attuare azioni così scellerate. Stavolta non è successo nulla — insiste l’ex vigile urbano — solo per mera fatalità. È necessario — conclude De Ninno — maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine per poter scongiurare il ripetersi di episodi analoghi ». L’episodio è ancor più grave se si considera il fatto che la zona è un’oasi protetta e quindi con assoluto divieto di caccia. Purtroppo, la zona dei Pantani e quella di Monticelli è spesso teatro di battute di caccia clandestine. La Lipu — Lega italiana protezione uccelli — chiede maggiore sorveglianza affiche il fenomeno venga debellato. Trappole, richiami elettronici, fari per squarciare la notte e per attirare le prede nelle reti; auto attrezzate con grandi fari orientabili per poter sparare indisturbati dalla stessa vettura. Così i bracconieri agiscono indisturbati, nella riserva dei «Pantani», di cui fa parte anche la collina di Monticelli. In tal modo, notte dopo notte, tanti animali, cinghiali e grossi uccelli acquatici, vengono decimanti.

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abbattuti uccelli protetti

novembre 10th, 2008 by admin

Il veneto è una delle regione con il più alto numero di cacciatori, in particolare nelle città di Treviso e Vicenza. Putroppo l’osservanza delle regole (quali sono le specie cacciabili e quali no per esempio) non sembra sempre rispettata.
Riporto il comunicato stampa del 24 ottobre della LAC, Lega Abolizione Caccia:

IL COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE VICENTINE, A SEGUITO DELLE SEGNALAZIONI RICEVUTE, DALLE PROPRIE GUARDIE ZOOFILE E DAI GUARDIACACCIA DELLA PROVINCIA, DENUNCIA UNA INCESSANTE GUERRA CONTRO I PICCOLI UCCELLINI PROTETTI RESI CACCIABILI DA UNA LEGGE DELLA REGIONE VENETO, CHE STA’ GENERANDO UN BRACCONAGGIO DILAGANTE E UN AUTENTICO FARWEST.

Le guardie zoofile vicentine di E.N.P.A., L.A.C. e L.I.P.U. hanno operato nel finesettimana scorso settantasei controlli su altrettanti cacciatori nella zona pedemontana e vallata dell’agno, al momento della verifica tutti i fermati avevano abbattuto degli uccelli protetti: fringuelli, peppole o pispole in unità variabili da due a dodici. Solo tre di questi, avevano segnalato nell’apposito cartellino regionale, abbattimenti di queste specie nei precedenti 20 giorni di caccia, non solo, ma il caso ha voluto che due cacciatori controllati giorni prima e trovati con uccelli protetti abbattuti, siano stati oggetto di nuova verifica nella zona della ca’vecia, e incredibilmente avevano omesso anche quella segnalazione.
Ha dichiarato Eros Battaglia guardia zoofila : I cacciatori sanzionati si sono giustificati con la “dimenticanza” altri a cui gli si chiedeva spiegazioni sulla mancanza di annotazioni, nonostante tutte le uscite, mettevano in campo la sfortuna. Qualcuno, ritengo un po’ più sincero, ha osservato che segnalare le specie protette è solo una rottura di scatole e controproducente, in quanto devi mandare la scheda in provincia ecc.ecc. inoltre, ho avuto purtroppo, la netta sensazione, che tra i cacciatori ci sia un ordine silente in questo senso.

Ha aggiunto Renzo Rizzi portavoce del coordinamento protezionista : negli ultimi dieci giorni nell’alto vicentino è stata una sparatoria continua, tanto che alcune armerie della zona hanno esaurito le munizioni , è in atto una carneficina incontrollata di uccelli protetti in migrazione, una cosa che non sarebbe tollerata, se fossimo in una regione normale ed equilibrata nei confronti dei cittadini e dell’ambiente.

http://vicenza.blogolandia.it/2008/11/10/a-caccia-di-specie-protette/

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Bracconaggio ISCHIA

novembre 6th, 2008 by admin

AMMAZZATI QUATTRO RARI FALCHI ED UN GUFO IN GRAVI CONDIZIONI ALTRI TRE FALCHI
Tre falchi, due Gheppi ed uno Smeriglio, sono riusciti a salvarsi grazie alle cure somministrate dai volontari della LIPU di Ischia, quattro falchi, due Pecchiaioli e due Gheppi, ed un Gufo sono invece morti poco dopo il ricovero. Tutti i rari e preziosi rapaci sono stati abbattutti da colpi d’arma da fuoco esplosi da bracconieri che ancora infestano il mondo venatorio ischitano.

“Questo è il bilancio degli ultimi giorni di quella che è una vera e propria guerra contro un nemico inconsapevole ed indifeso - afferma l’Avv. Fabio Procaccini, Delegato Provinciale della LIPU di Napoli - le Isole del nostro Golfo sono collocate sulla traiettoria del transito migratorio di milioni di uccelli che due volte l’anno compiono quello che è definito il mistero della migrazione, senza che nessuno si occupi di salvaguardare tale fenomeno”.

Per salvare i tre falchi da morte certa Carmela Paolella, Delegata della Lipu di Ischia, ha immediatamente attivato la consolidata catena di solidarietà: Il Sen. Salvatore Lauro, Presidente dell’Arcipelago Campano S.C.a.R.L., gratuitamente ha fatto imbarcare i falchi feriti per il trasporto a Napoli; al Molo Beverello Roberto Mottola, Comandante della Stazione di Napoli del Corpo Forestale dello Stato ha inviato una pattuglia che ha preso in consegna i falchi dal Comandante dell’Aliscafo, i forestali poi li hanno immediatamente trasportati al Presidio Ospedaliero Veterinario dell’ASL Na 1 dove li hanno affidati alle cure del Dott. Pasquale Raia, veterinario di nota fama per la dedizione profusa in favore di tutti gli animali ricoverati.

“E’ scandaloso ciò che ancora accade ad Ischia che, insieme a Malta, detiene il triste primato di abbattimento sistematico di fauna particolarmente protetta come lo sono i rapaci - continua Fabio Procaccini - ma ancora più allarmente è il silenzio delle istituzioni locali e la totale assenza sia del controllo ordinario sulle attività venatorie e di una concreta strategia delle Forze di Polizia di contrasto al dilagante e devastante bracconaggio. Ammazzare rapaci è un reato grave sancito dalla Legge 157 del 1992 per il quale è prevista la pena della detenzione in carcere ed è inammissibile che le forze dello Stato sul territorio non intervengano innanzi a tali scempi. Se la situazione rimarrà tale - conclude Procaccini - e se non registreremo interventi drastici e significativi delle Forze di Polizia saremo costretti a sollevare il problema alle Autorità centrali. Roma ha dimostrato di saper agire con fermezza ai vari allarmi sociali e sicuramente saprà affrontare e risolvere anche questo”

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