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Conosciamo il Corpo Forestale dello Stato

ottobre 10th, 2009 by Valeria3

Conosciamo il Corpo Forestale dello Stato

di Mario Masi - Oct 8th, 2009 Categoria Attualità, Scienza e Ambiente, Scienza e Ambiente, Ultimissime.

Il Corpo Forestale dello Stato è associato spesso al fenomeno degli incendi estivi o alla repressione del bracconaggio. Non tutti sanno che è una Forza di Polizia che svolge quotidianamente una capillare attività di patronecontrollo e di monitoraggio del territorio. Oltre alle mansioni concernenti la tutela dell’ambiente, il Corpo svolge, tra le altre, anche attività di polizia giudiziaria e interviene attivamente nella prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e agroalimentare.
Parliamo di tutto questo con il Capo del Corpo, l’ing. Cesare Patrone.

Anche questa estate gli incendi si sono moltiplicati. Solo il 12 settembre se ne sono contati cinquanta. Può farci un bilancio?

La campagna estiva di lotta agli incendi boschivi è tuttora in corso. Ufficialmente in quasi tutte le Regioni chiude il 30 settembre. Pertanto non è ancora possibile un bilancio conclusivo.
Di sicuro possiamo dire che la campagna di lotta agli incendi boschivi del 2009 vede una diminuzione di circa il 30% del numero di roghi rispetto allo scorso anno durante il quale si è già  registrato un forte calo rispetto al 2007.
La superficie percorsa dalle fiamme risulta essere del 10% in meno rispetto all’anno scorso e si è ridotta di oltre un terzo rispetto al 2007 (anno tra i più difficili in complesso).
Nell’anno in corso si sono verificati due periodi particolarmente impegnativi, a fine luglio in Sardegna e agli inizi di settembre su tutta la fascia tirrenica della penisola. Ciò è avvenuto a causa di condizioni climatiche particolarmente favorevoli all’insorgere degli incendi , temperature elevate e forte vento di scirocco a fine luglio e prolungata siccità e forti venti nord- orientali agli inizi di settembre.
Oltre alla Sardegna, le Regioni più colpite risultano essere la Campania, la Calabria, la Sicilia, la Liguria, la Puglia, la Toscana e il Lazio.
La preoccupazione maggiore è che gli incendi boschivi stanno diventando più violenti, si stanno avvicinando sempre di più alle città e alle aree antropizzate e ciò a causa del costante abbandono del territorio e della tropicalizzazione del clima.

Qual è l’impegno del Corpo forestale dello Stato in termini di prevenzione e di repressione degli incendi boschivi?

L’attività di prevenzione concernente la realizzazione delle opere di presidio sono di competenza delle Regioni e degli Enti locali nonché dei proprietari e gestori dei beni forestali, mentre il Corpo forestale dello Stato svolge una intesa e capillare attività di controllo e vigilanza del territorio volta a contrastare il reato di incendio boschivo.
Per contrastare più efficacemente il reato di incendio boschivo è stato istituto nel 2000 il Nucleo Investigativo Antincendio Boschivo (N.I.A.B.) con il compito di fornire supporto alle varie articolazioni territoriali del Corpo forestale dello Stato al fine di indagare sulle cause degli incendi ed individuare i responsabili degli stessi.
In base a tale attività emerge che circa il 60% degli incendi è di origine dolosa, cioè causati da incendiari che sono animati dal proposito di distruggere o da piromani che traggono piacere e godimento dalla visione del fuoco, mentre il 40 % dei roghi è causato da comportamenti  scorretti, negligenti e imprudenti da parte di cittadini che bruciano residui vegetali nelle aree agricole e in presenza di condizioni climatiche avverse si lasciano sfuggire il fuoco.
A partire dal 2000 il personale del Corpo forestale dello Stato ha denunciato 3780 persone di cui 123 sono state tratte in arresto per il reato di incendio boschivo.
Il reato di incendio boschivo doloso è punito con l’arresto in caso di flagranza e la reclusione da 4 a 10 anni, mentre per  l’incendio boschivo colposo è previsto la reclusione da 1 a 5 anni.

L’immagine del Corpo Forestale è tradizionalmente associata alla salvaguardia dei Parchi. Pochi sanno che è una forza di Polizia e si occupa anche di discariche incontrollate, sversamenti illegali, inquinamento delle falde acquifere, distruzione e deturpamento delle bellezze naturali, incendi ed abusivismo edilizio. Può illustrarci le maggiori attività svolte e i risultati raggiunti?

Il Corpo forestale dello Stato è una Forza di Polizia ad ordinamento civile specializzata nella tutela dell’ambiente, del paesaggio e degli ecosistemi, nella difesa del patrimonio agro-forestale italiano e concorre nell’espletamento di servizi di ordine e sicurezza pubblica. Svolge attività di polizia giudiziaria ed è specializzata nella prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e agroalimentare.Vigila anche sulla detenzione e sul commercio internazionale di esemplari di fauna e flora minacciati di estinzione tutelati ai sensi della Convenzione di Washington e più in generale sull’attuazione delle Convenzioni internazionali in materia ambientale, forestale e di biosicurezza.
Il contrasto allo smaltimento illecito dei rifiuti costituisce un forte impegno del Corpo forestale dello Stato.  I responsabili del traffico illecito dei rifiuti organizzano il trasporto, l’eventuale passaggio presso centri intermedi di stoccaggio e di recupero per rendere più difficile la tracciabilità,  attestare false operazioni di trattamento e cambiare la destinazione del rifiuto.
In realtà i rifiuti vengono spesso trasferiti in discariche non autorizzate, presso siti di lavoro stradale, autostradale e ferroviario, in cave, in anfratti o sversati su terreni, utilizzati come compost per l’agricoltura, abbandonati negli alvei fluviali o semplicemente bruciati.
L’inquinamento costituisce una grave alterazione ambientale. Spesso gli elementi inquinanti illecitamente mescolati, smaltiti nei terreni e nelle acque, vengono via via rilasciati ai prodotti coltivati e di conseguenza entrano nella catena alimentare umana. Possono, infatti, essere ritrovati sia direttamente nei cibi come frutta, verdura, carne, latte prodotto da animali da allevamento nutriti con foraggi o cereali provenienti dai terreni inquinati, sia attraverso le industrie di trasformazione delle produzioni agricole.
Tra le priorità del Corpo forestale dello Stato poi c’è la tutela della risorsa idrica. L’acqua, infatti, strettamente collegata agli ecosistemi fluviali, è risorsa decisiva per la sopravvivenza e la qualità dello sviluppo di ogni società e di fronte ad una crescente scarsità idrica, è fondamentale il contrasto alle illegalità. Captazioni abusive e furti per usi industriali, agricoli e civili contribuiscono ad accentuare i periodi di magra e gli stati di secca.
Il Corpo forestale dello Stato opera in modo incisivo nel monitoraggio e nella sorveglianza, nella prevenzione e nel contrasto di illeciti commessi in danno a rilevanti componenti ambientali, territoriali, forestali e paesaggistiche, localizzati molto spesso in aree sottoposte a precisi vincoli di tutela. Tra i più frequenti reati in danno all’ambiente le alterazioni territoriali, il dissesto idrogeologico, le attività estrattive abusive, i furti di ghiaia e di inerti, le utilizzazioni boschive non autorizzate e la perpetuazione del soprassuolo boschivo.

Mario Masi

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