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tiro a bersaglio contro i volatili: si cerca il responsabile

ottobre 10th, 2009 by Valeria3

Caccia

Spotorno. Un paio di volte alla settimana, sotto il grosso palo in cemento dell’Enel che si trova vicino al cimitero di Spotorno tra le vie Magiarda e alla Torre, i volontari della Protezione Animali trovano uno o due uccelli morti: tortore, passeri, gazze, merli.

Esclusa la possibilità che siano fulminati dalla corrente elettrica, perché tecnicamente impossibile, il dubbio venuto agli inquirenti, guardie zoofile dell’Enpa e vigili urbani, è che si tratti di qualche persona che, dalle finestre di uno dei palazzi vicini, ogni tanto si diverta a fare il tiro al bersaglio contro i volatili posati sui fili, con un piccolo e poco rumoroso fucile tipo flobert.

Protezione Animali e polizia municipale si stanno quindi organizzando per sorvegliare la zona e sorprendere il responsabile, che verrà denunciato alla Procura della Repubblica per una serie di reati: maltrattamento di animali, bracconaggio ed uso di armi in luogo pubblico.

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Ennesima strage di falchi in Calabria

ottobre 10th, 2009 by Valeria3

Ennesima strage di falchi in Calabria

LIVORNO. «Puntualmente, nel primo pomeriggio domenicale di caccia aperta, i bracconieri si sono scatenati contro le centinaia di rapaci, falchi di palude (nella foto) e falchi pecchiaioli, di passaggio sulle pinete al confine tra i Comuni di Montebello Ionico e Motta San Giovanni (Rc)». Comincia così l’ennesima triste cronaca fatta dai volontari della Lipu di una nuova giornata di assurdo bracconaggio per assicurarsi, con l’abbattimento sacrificale di un rapace, che la moglie non metta le corna agli sparatori.

Secondo la Lipu il 20 settembre in Calabria sono stati abbattuti decine di rari falchi di palude (Circus aeruginosus), in diminuzione a causa della distruzione del suo habitat e che nonostante questo vengono presi a fucilate per divertimento e superstizione durante il loro lungo viaggio migratorio, soprattutto in Calabria quando sostano nelle pinete di Motta e Montebello, uno dei più importanti dormitori italiani di falco di palude, prima di riprendere il volo verso Malta e l’Africa.

I volontari del campo antibracconaggio hanno potuto individuare solo due dei bracconieri che sparavano contro i falchi, nascondendosi all’interno della pineta.

«Non appena i volontari si sono avvicinati - spiega la Lipu - il più giovane è fuggito, mentre il più anziano ha cercato di nascondere sotto gli aghi di pino il Falco di Palude appena ucciso. Un altro falco agonizzava a qualche metro di distanza. E’ stato subito allertato il 1515 del Corpo Forestale dello Stato. Dopo venti minuti di vana attesa, è stata chiamata, tramite il 112,  una pattuglia del Comando dei Carabinieri di Saline Joniche. I militari sono arrivati sul posto con grande celerità ed hanno provveduto ad identificare P.A., 65 anni, residente a Trunca, con segnalazioni specifiche per bracconaggio, che è stato denunciato per abbattimento di specie particolarmente protetta, con sequestro dell’arma, delle cartucce e della coppia di  falchi uccisi».

Giovanni Malara, responsabile del campo Lipu, sottolinea che «Già dai primi di settembre avevamo inviato segnalazioni al Cfs, chiedendo lo svolgimento di un apposito servizio di sorveglianza nelle località di Melia, Solano e Motta. Ieri (domenica, ndr) invece il controllo delle pinete era del tutto inesistente ed i bracconieri hanno potuto agire indisturbati, sparando a tutto ciò che passava fino al sopraggiungere dell’oscurità, quando invece è consentito cacciare fino al tramonto del sole».

La Lipu comunque non molla e continuerà il suo presidio per tentare di salvare il maggior numero possibile di falchi.

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CERVO UCCISO

ottobre 10th, 2009 by Valeria3

BRACCONAGGIO: CERVO UCCISO NEL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO

(AGI) - Alfedena (L’Aquila), 18 set. - Un esemplare di cervo maschio e’ stato ritrovato morto in localita’ “Valle dei tartari” nel comune di Alfedena, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. A dare l’allarme sono stati alcuni ricercatori del dipartimento di Biologia dell’animale e dell’Uomo dell’Universita’ La Sapienza di Roma, che si trovavano sul posto per alcuni rilievi scientifici. La carcassa era mancante della testa e del quarto anteriore destro, parti asportate dai bracconieri per rivenderle nel circuito degli imbalsamatori e al mercato nero della carne di selvaggina. Gli agenti del Corpo forestale dello Stato e le guardie del Pnalm, coordinati dal comandante del Coordinamento territoriale per l’ambiente Luciano Sammarone, hanno acquisito elementi tali da far ricondurre la morte dell’animale per mano umana. Le parti asportate, secondo una prima ricognizione visiva, sono quelle che dovevano presentare il foro in entrata della pallottola, e visto che l’animale ha perso pochissimo sangue, si presuppone che il colpo lo abbia raggiunto a uno degli organi vitali, dato che anche questi sono stati rimossi dal corpo del cervo. La Procura della Repubblica di Sulmona ha aperto una fascicolo a carico di ignoti, disponendo il sequestro di alcune parti dell’animale ritrovato. Le indagini sono condotte congiuntamente dal Corpo forestale dello Stato e dalle Guardie del Parco.

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Lipu ostia

ottobre 10th, 2009 by Valeria3

LIPU Ostia: grave atto di bracconaggio alla foce del Tevere

Martedì 22 Settembre 2009 17:21
Appena il giorno dopo l’apertura ufficiale della stagione venatoria, mentre in parlamento arriva una pericolosa proposta che allungherebbe ulteriormente la stagione venatoria e soltanto qualche giorno dopo la denuncia di episodi di bracconaggio lungo il canale dei Pescatori, Lunedì 21 settembre i volontari della LIPU di Ostia hanno recuperato, stremato, uno splendido e rarissimo esemplare di SPATOLA gravemente ferito da bracconieri. L’animale, specie protetta, con ogni probabiltà è stato colpito da un bracconiere nella zona dell’Isola Sacra (Fiumicino), purtroppo ancora aperta alla caccia, e si è rifugiato, stremato, all’interno dell’area protetta del Centro Habitat Mediterraneo LIPU di Ostia, dove è stato recuperato dai volontari LIPU, con un natante a remi, all’interno della palude dell’oasi. Immediatamente la spatola è stata trasferita presso il Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU di Roma, dove è stata da subito sottoposta alle cure veterinarie del caso, presentando una brutta frattura scomposta esposta dell’omero, che difficilmente potrà consentirle di tornare nuovamente a volare. In ogni caso l’animale è stato operato, in particolare gli è stato messo un chiodo centromidollare per ridurre la frattura. La spatola, considerata la regina di paludi ed estuari, è un grande uccello acquatico, dall’apertura alare tra i 110 ed i 130 cm ed un’altezza di circa 90 cm, dal piumaggio candido e dal caratteristico becco lungo, piatto e slargato in punta, che dà il nome all’animale. Durante il periodo riproduttivo è riconoscibile anche per la presenza di una cresta arruffata dietro la testa.
A tal proposito hanno dichiarato Alessandro Polinori e Luca Demartini, Responsabili del Centro Habitat Mediterraneo LIPU di Ostia: “Sul Litorale Romano, così come in molte altre parti d’Italia, c’è purtroppo da registrare un’incredibile recrudescenza del fenomeno del bracconaggio. Sparare ad una spatola, animale assolutamente inconfondibile quanto maestoso, rappresenta infatti un vero e proprio sfregio alla natura. Come LIPU di Ostia chiediamo un immediato intervento delle autorità preposte a vigilare sul territorio, considerando che ad appena un giorno dall’apertura della stagione venatoria ci troviamo a dover commentare simili vigliacche aggressioni alla fauna selvatica. Ma non solo. Chiediamo anche l’immediata chiusura della caccia nel territorio dell’Isola Sacra, considerando che si trova nelle immediate adiacenze del fiume Tevere e delle aree protette comprese all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, la tutela dell’area attraverso l’istituzione di un “Monumento naturale” e la sua inclusione all’interno dello stesso Centro Habitat Mediterraneo LIPU . Questa mattina, poco prima di recuperare la spatola ferita, una signora aveva telefonato al centro LIPU di Ostia per segnalare, piena d’entusiasmo, la presenza di 30 cicogne in altra parte del Litorale Romano. Segnali che testimoniano una crescente sensibilità per l’ambiente e la fauna selvatica nel nostro territorio e che contrastano con gli atti di becero bracconaggio, che, anche per questo, meritano una reazione immediata e risolutiva”.

Responsabile Centro Habitat Mediterraneo LIPU Ostia
Dott. Alessandro Polinori

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Conosciamo il Corpo Forestale dello Stato

ottobre 10th, 2009 by Valeria3

Conosciamo il Corpo Forestale dello Stato

di Mario Masi - Oct 8th, 2009 Categoria Attualità, Scienza e Ambiente, Scienza e Ambiente, Ultimissime.

Il Corpo Forestale dello Stato è associato spesso al fenomeno degli incendi estivi o alla repressione del bracconaggio. Non tutti sanno che è una Forza di Polizia che svolge quotidianamente una capillare attività di patronecontrollo e di monitoraggio del territorio. Oltre alle mansioni concernenti la tutela dell’ambiente, il Corpo svolge, tra le altre, anche attività di polizia giudiziaria e interviene attivamente nella prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e agroalimentare.
Parliamo di tutto questo con il Capo del Corpo, l’ing. Cesare Patrone.

Anche questa estate gli incendi si sono moltiplicati. Solo il 12 settembre se ne sono contati cinquanta. Può farci un bilancio?

La campagna estiva di lotta agli incendi boschivi è tuttora in corso. Ufficialmente in quasi tutte le Regioni chiude il 30 settembre. Pertanto non è ancora possibile un bilancio conclusivo.
Di sicuro possiamo dire che la campagna di lotta agli incendi boschivi del 2009 vede una diminuzione di circa il 30% del numero di roghi rispetto allo scorso anno durante il quale si è già  registrato un forte calo rispetto al 2007.
La superficie percorsa dalle fiamme risulta essere del 10% in meno rispetto all’anno scorso e si è ridotta di oltre un terzo rispetto al 2007 (anno tra i più difficili in complesso).
Nell’anno in corso si sono verificati due periodi particolarmente impegnativi, a fine luglio in Sardegna e agli inizi di settembre su tutta la fascia tirrenica della penisola. Ciò è avvenuto a causa di condizioni climatiche particolarmente favorevoli all’insorgere degli incendi , temperature elevate e forte vento di scirocco a fine luglio e prolungata siccità e forti venti nord- orientali agli inizi di settembre.
Oltre alla Sardegna, le Regioni più colpite risultano essere la Campania, la Calabria, la Sicilia, la Liguria, la Puglia, la Toscana e il Lazio.
La preoccupazione maggiore è che gli incendi boschivi stanno diventando più violenti, si stanno avvicinando sempre di più alle città e alle aree antropizzate e ciò a causa del costante abbandono del territorio e della tropicalizzazione del clima.

Qual è l’impegno del Corpo forestale dello Stato in termini di prevenzione e di repressione degli incendi boschivi?

L’attività di prevenzione concernente la realizzazione delle opere di presidio sono di competenza delle Regioni e degli Enti locali nonché dei proprietari e gestori dei beni forestali, mentre il Corpo forestale dello Stato svolge una intesa e capillare attività di controllo e vigilanza del territorio volta a contrastare il reato di incendio boschivo.
Per contrastare più efficacemente il reato di incendio boschivo è stato istituto nel 2000 il Nucleo Investigativo Antincendio Boschivo (N.I.A.B.) con il compito di fornire supporto alle varie articolazioni territoriali del Corpo forestale dello Stato al fine di indagare sulle cause degli incendi ed individuare i responsabili degli stessi.
In base a tale attività emerge che circa il 60% degli incendi è di origine dolosa, cioè causati da incendiari che sono animati dal proposito di distruggere o da piromani che traggono piacere e godimento dalla visione del fuoco, mentre il 40 % dei roghi è causato da comportamenti  scorretti, negligenti e imprudenti da parte di cittadini che bruciano residui vegetali nelle aree agricole e in presenza di condizioni climatiche avverse si lasciano sfuggire il fuoco.
A partire dal 2000 il personale del Corpo forestale dello Stato ha denunciato 3780 persone di cui 123 sono state tratte in arresto per il reato di incendio boschivo.
Il reato di incendio boschivo doloso è punito con l’arresto in caso di flagranza e la reclusione da 4 a 10 anni, mentre per  l’incendio boschivo colposo è previsto la reclusione da 1 a 5 anni.

L’immagine del Corpo Forestale è tradizionalmente associata alla salvaguardia dei Parchi. Pochi sanno che è una forza di Polizia e si occupa anche di discariche incontrollate, sversamenti illegali, inquinamento delle falde acquifere, distruzione e deturpamento delle bellezze naturali, incendi ed abusivismo edilizio. Può illustrarci le maggiori attività svolte e i risultati raggiunti?

Il Corpo forestale dello Stato è una Forza di Polizia ad ordinamento civile specializzata nella tutela dell’ambiente, del paesaggio e degli ecosistemi, nella difesa del patrimonio agro-forestale italiano e concorre nell’espletamento di servizi di ordine e sicurezza pubblica. Svolge attività di polizia giudiziaria ed è specializzata nella prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e agroalimentare.Vigila anche sulla detenzione e sul commercio internazionale di esemplari di fauna e flora minacciati di estinzione tutelati ai sensi della Convenzione di Washington e più in generale sull’attuazione delle Convenzioni internazionali in materia ambientale, forestale e di biosicurezza.
Il contrasto allo smaltimento illecito dei rifiuti costituisce un forte impegno del Corpo forestale dello Stato.  I responsabili del traffico illecito dei rifiuti organizzano il trasporto, l’eventuale passaggio presso centri intermedi di stoccaggio e di recupero per rendere più difficile la tracciabilità,  attestare false operazioni di trattamento e cambiare la destinazione del rifiuto.
In realtà i rifiuti vengono spesso trasferiti in discariche non autorizzate, presso siti di lavoro stradale, autostradale e ferroviario, in cave, in anfratti o sversati su terreni, utilizzati come compost per l’agricoltura, abbandonati negli alvei fluviali o semplicemente bruciati.
L’inquinamento costituisce una grave alterazione ambientale. Spesso gli elementi inquinanti illecitamente mescolati, smaltiti nei terreni e nelle acque, vengono via via rilasciati ai prodotti coltivati e di conseguenza entrano nella catena alimentare umana. Possono, infatti, essere ritrovati sia direttamente nei cibi come frutta, verdura, carne, latte prodotto da animali da allevamento nutriti con foraggi o cereali provenienti dai terreni inquinati, sia attraverso le industrie di trasformazione delle produzioni agricole.
Tra le priorità del Corpo forestale dello Stato poi c’è la tutela della risorsa idrica. L’acqua, infatti, strettamente collegata agli ecosistemi fluviali, è risorsa decisiva per la sopravvivenza e la qualità dello sviluppo di ogni società e di fronte ad una crescente scarsità idrica, è fondamentale il contrasto alle illegalità. Captazioni abusive e furti per usi industriali, agricoli e civili contribuiscono ad accentuare i periodi di magra e gli stati di secca.
Il Corpo forestale dello Stato opera in modo incisivo nel monitoraggio e nella sorveglianza, nella prevenzione e nel contrasto di illeciti commessi in danno a rilevanti componenti ambientali, territoriali, forestali e paesaggistiche, localizzati molto spesso in aree sottoposte a precisi vincoli di tutela. Tra i più frequenti reati in danno all’ambiente le alterazioni territoriali, il dissesto idrogeologico, le attività estrattive abusive, i furti di ghiaia e di inerti, le utilizzazioni boschive non autorizzate e la perpetuazione del soprassuolo boschivo.

Mario Masi

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Villa Borghese e gli uccelli

ottobre 10th, 2009 by Valeria3

Uccelli a Roma Sono già una decina gli animali impallinati arrivati al Centro Recupero Fauna Selvatica della Lipu, a Villa Borghese (aperto tutti i giorni, ore 9.30-17.30, tel. 06.3201912 www.crfslipuroma.it). E se si pensa che, come spiega Francesca Manzia, responsabile della struttura, «non rappresentano neanche il dieci per cento della vittime, il dato è davvero sconfortante». Paradossalmente, i feriti arrivati al centro di recupero, sono i più fortunati. «Molti animali», continua Andrea Colacicchi, della Lipu, «oltre ad essere colpiti, si fratturano le ali durante la caduta, e se non vengono subito soccorsi, muoiono inesorabilmente».

Tra gli ultimi feriti eccellenti, una splendida upupa, che purtroppo non potrà volare mai più, perché danneggiata in modo irreversibile, un gheppio, una cicogna bianca, un airone, quest’ultimo poi deceduto. Non ce l’ha fatta neanche un rarissimo esemplare di spatola, ferito dai bracconieri, portata al centro dai volontari della Lipu di Ostia, il giorno dopo l’apertura della stagione venatoria. L’animale, specie protetta, è stato colpito a Isola Sacra, a Fiumicino. Si era rifugiato, stremato, all’interno dell’area protetta del Centro Habitat Mediterraneo Lipu di Ostia, dove è stato recuperato. Aveva una grave frattura scomposta dell’omero dell’ala sinistra. «La spatola, regina di paludi ed estuari», spiega ancora Manzia «è un grande uccello acquatico, dall’apertura alare tra i 110 ed i 130 cm ed un’altezza di circa 90 cm, dal piumaggio candido e dal caratteristico becco lungo, piatto e slargato in punta, che dà il nome all’animale».

Poi aggiunge: «Aveva un anello di riconoscimento, per cui faceva parte di una delle pochissime coppie di spatole nidificanti qui in Italia nel delta del Po, stava tornando in Africa, ma un bracconiere le ha fatto terminare per sempre il suo viaggio». La cicogna bianca, altra specie protetta, è stata recuperata dalla polizia provinciale di Roma, a Trigoria. Per fortuna non aveva fratture, ma solo pallini da caccia nel corpo, che però non si potranno asportare. Presto potrà continuare il suo viaggio, bracconieri permettendo. «Lavorando con le scuole e le famiglie, abbiamo constatato quanto ancora siano poco conosciuti i danni causati dal bracconaggio», conclude Chiara Manghetti, responsabile settore Educazione Lipu, «a partire dalle vittime, come i rapaci impallinati, che non possono più volare o cacciare: i giovani devono essere informati».

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norme che regolano l’attività venatoria

ottobre 10th, 2009 by anna

Sassuolo, il Pd chiede maggiori controlli

Sassuolo (Modena): servono maggiori controlli: interrogazione PD
Quali misure di controllo sta mettendo in campo l’Amministrazione Comunale per la vigilanza del rispetto delle norme che regolano l’attività venatoria? Come è possibile migliorare la segnaletica che delimita la zona di caccia al fine di aumentarne l’efficacia, specialmente nelle zone periferiche e rurali del nostro territorio? E’ questo in sintesi il contenuto dell’interrogazione presentata dal consigliere comunale Fabio Rossi del Pd. Il documento nasce da un fatto di cronaca dello scorso 4 ottobre quando, a Cognento, i pallini esplosi da una doppietta di un cacciatore lambirono il cancello di un’abitazione nel cui giardino stavano giocando due bambini. L’episodio, riportato dalla stampa locale, oltre a mettere in serio pericolo l’incolumità degli stessi bambini, ha generato una segnalazione alle forze di polizia.

“Credo sia doveroso – dichiara Fabio Rossi – fare il punto e vigilare sul rispetto delle regole nell’ambito dell’attività venatoria. Ora più che mai in un territorio dove un numero crescente di abitazioni ex rurali vengono riqualificate in fabbricati civili, il rischio di incidenti dovuti all’infrazione delle norme, può crescere e degenerare in episodi gravi come quello avvenuto a Cognento. Non esprimiamo un giudizio di merito rispetto alla legittimità di cacciare, ma una considerazione puntuale riguardante la giusta condotta di chi esercita questa pratica, poiché deveessere chiaro a tutti che l’utilizzo non corretto di armi da caccia in zone ove risiedono famiglie può rappresentare un rischio importante per l’incolumità delle persone”.

Tratto da: http://www.sassuolo2000.it

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bracconaggio a caserta

settembre 29th, 2009 by Valeria3

CRONACA | Riardo – Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato del Comando Stazione di Pietramelara, unitamente al personale dei Comandi Stazione di Piedimonte Matese, e di Formicola, e ad una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia di Capua, dopo vari appostamenti e perlustrazioni, sorprendevano un bracconiere in agro del comune di Riardo, all’interno della Zona di Ripopolamento e Cattura “Vairanese”, che è interdetta alla caccia, questi, “D. M. F.” di anni 54, veniva denunciato a piede libero, gli veniva sequestrato il fucile, un Beretta automatico calibro 12, con relativo munizionamento a pallettoni; inoltre veniva rinvenuto un cinghiale, abbattuto con cartucce a pallettoni (il piombo spezzato è proibito per la caccia al cinghiale e di tutti gli ungulati). La zona di Ripopolamento e Cattura “Vairanese”, deputata alla riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale e alla cattura della stessa per l’immissione sul territorio, vasta 1.072 ettari, si estende tra Pietramelara e Riardo, al confine con Pietravairano, zona di grande valenza naturalistica. Il territorio, prevalentemente pianeggiante, con insediamento di aziende zootecniche, è coltivato a mais ed erbai. La parte collinare è in prevalenza ricoperta di vegetazione arbustiva, ma si nota la presenza di: roverella, biancospino, carpino bianco, robinia e leccio, quest’ultimo, rappresenta fonte di nutrimento per molte specie che si cibano dei suoi frutti. Sono presenti il cinghiale, il tasso, la martora, il riccio, il toporagno comune, la talpa, il moscardino, il ghiro, l’arvicola ed il topo selvatico, la volpe, la donnola e la faina. Numerose le specie di uccelli, fra i più comuni la poiana, il nibbio bruno, il gheppio, la civetta, il barbagianni, il cuculo, picchio verde il picchio rosso, lo sparviero, la ghiandaia, gufo comune, gazza, astore, merlo, beccaccia e molti passeriformi. La presenza di numerosi acquitrini in località Pantani favorisce il passo di numerose specie acquatiche si notano aironi, germani reali, garzette, alzavole ed altre specie tipiche palustri.
Le indagini sono attualmente ancora in corso per identificare gli altri responsabili della battuta di caccia al cinghiale illegale, e servizi mirati proseguiranno per prevenire ulteriori reati di bracconaggio in tutta la zona.

Fonte : Caserta News

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LAZIO, AD OTTOBRE IL MESE DEL MICROCHIP

luglio 23rd, 2009 by Valeria3

ANMVI OGGI

23 LUGLIO 2009

LAZIO, AD OTTOBRE IL MESE DEL MICROCHIP

Il mese di Ottobre sarà il mese del microchip. La delibera della Giunta regionale del Lazio ha stabilito di derogare dall’obbligo del versamento dell’importo di 8 euro da versare a favore della Asl per il rilascio del certificato di iscrizione, anche nel caso in cui l’iscrizione venga svolta dal veterinario libero professionista accreditato. L’obiettivo è di promuovere l’iscrizione dei cani all’anagrafe canina regionale.L’iniziativa è prevista dalla delibera 29 maggio 2009, n. 394 (Istituzione dell’ Osservatorio per i Diritti degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo. Attivita’ di Promozione dell’Anagrafe Canina Regionale) pubblicata sul Bur del 21 luglio, prevede che gli Ordini veterinari attivino una campagna informativa e di promozione dell’iniziativa.Fino al 31 dicembre di quest’anno, la Regione provvede, attraverso le Asl all’iscrizione a titolo gratuito dei cani a rischio di riproduzione incontrollata delle zone rurali o montane, appartenenti ad allevatori iscritti all’Anagrafe Zootecnica regionale, anche in vista di una campagna di sterilizzazione mirata. Tali operazioni, “per evidenti ragioni di economicità”, sono effettuate dai Servizi Veterinari delle Asl, “Anche in occasioni dello svolgimento di altre attività veterinarie ( es. attività di profilassi, farmaco sorveglianza, controllo sulla riproduzione e mangimi zootecnici) presso allevamenti iscritti all’Anagrafe zootecnica regionale”.

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spiaggia: Il divieto ai cani illegale!!!

giugno 25th, 2009 by Valeria3

ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA
Telefoni 3926552051-3478883546
COMUNICATO STAMPA
SPIAGGE VIETATE AI CANI: SPUNTANO I DIVIETI COMUNALI ILLEGALI.
Roma (22 giugno 2009) Nei mesi estivi sulle spiagge italiane spuntano come funghi i cartelli contenenti il divieto di portare il nostro amico peloso in spiaggia motivando molto spesso tale divieto con questioni di igiene pubblica. Orbene attenzione che almeno la metà dei divieti che spuntano nei mesi estivi seppur messi dalle amministrazioni dei comuni rivieraschi sono illegali. Infatti per poter vietare l’ingresso ai bagnanti con fido al seguito occorre che i comuni emettano un’ordinanza che preveda il divieto motivato, l’estensione oraria di tale divieto e che la medesima ordinanza firmata dal sindaco, da un ‘assessore delegato o dal comandante dei vigili urbani, e pubblicata sugli albi pretori dei singoli comuni, se manca solo una di queste indicazioni,l’ordinanza non è valida. Ma non è tutto: infatti anche i cartelli che prevedono tale divieto devono recare sul retro il numero dell’ordinanza comunale di riferimento e la data di scadenza.
Altrimenti se pure in presenza di una ordinanza regolarmente firmata il divieto è da considerarsi nullo. Pertanto invitiamo tutte le famiglie ed i proprietari di cani che decidono di portare fido in spiaggia a verificare che esistano realmente le ordinanze e che i cartelli di divieto contengano le informazioni regolamentari altrimenti qualunque richiesta di allontanarsi dalla spiaggia con il proprio cane fatta anche dai vigili è illegale e ogni eventuale multa impugnabile davanti al giudice di pace e quindi contestabile senza essere preventivamente pagata.”Invitiamo tutti i possessori di cani che decidono di portare i loro animali in spiaggia a verificare la regolarità dei cartelli di divieto e se possibile a fotografarli con il telefonino specialmente se sono illegali come nella metà dei casi che ci vengono segnalati- ci dice Lorenzo Croce presidente AIDAA- è importante anche fare un salto in municipio per vedere se esiste la relativa ordinanza
di divieto, sono molti infatti i comuni che si limitano a piantare i divieti sulle spiagge e ad incassare le relative, salate,multe senza aver emesso ordinanze o senza aver messo i cartelli di divieto regolamentari. A fronte dell’illegalità diffusa da parte delle amministrazioni comunali,occorre che i cittadini imparino a difendersi e a far valere i propri diritti fino in fondo. Se si trovano situazioni del genere chiediamo che ci vengano segnalate al servizio online segnalazionereati@libero.it di AIDAA meglio se con foto allegata in modo che anche noi si intervenga contro questi che non esito definire come divieti-truffa”.

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