Alghero. Fine atroce
gennaio 9th, 2009 by admin
Alghero. Fine atroce Cane da caccia finisce nella trappola per i cinghiali È rimasto impigliato ai cavetti di acciaio che qualche bracconiere aveva posizionato in mezzo ai cespugli, per la cattura dei cinghiali, ed è morto tra atroci sofferenze. Un cane da caccia, di razza spinone, ha fatto davvero una brutta fine domenica scorsa. La rete per gli ungulati ha finito per trasformarsi in un trappola micidiale. Il proprietario ha trovato il suo fedele quattrozampe attorcigliato ai lacci metallici, a testa in giù, ormai privo di vita. Non ci ha pensato due volte e ha presentato una denuncia al corpo forestale e di vigilanza ambientale. È accaduto domenica mattina. L'uomo, un algherese, stava facendo una passeggiata in campagna insieme alla moglie, in zona Carrabuffas, nell'immediata periferia della città. Andava alla ricerca di bacche di mirto, quando il cane si è allontanato. Inutili i richiami. Lo spinone italiano non ha più fatto ritorno. Gli agenti hanno raccolto la testimonianza e si sono subito messi sulle tracce del presunto colpevole, colui che aveva armato i lacci nei passaggi dei cinghiali, una pratica proibita dalla legge. Ore di appostamento fino a individuare un cacciatore, sospettato di essere l'autore degli insidiosi cappi. Lo sconosciuto però, dopo aver dichiarato alle divise di essere completamente estraneo ai fatti, è tornato a sparare indisturbato. Non è la prima volta che succede. Cani da caccia finiti per sbaglio contro i lacci tesi, cavetti predisposti alla cattura della fauna selvatica, in questo caso cinghiali. Un sistema particolarmente crudele, perché prevede che l'animale, una volta preso, muoia per strangolamento. I proprietari terrieri sono esasperati dalla presenza dei cinghiali, soprattutto nell'area del parco. I vertici dell'area protetta sono al lavoro per mettere in pratica un piano di riequilibrio della popolazione di ungulati. Oltre al parco regionale di Porto Conte, collaborano al progetto l'assessorato regionale all'Ambiente, Ente Foreste, Corpo Forestale, Provincia di Sassari e servizio veterinario competente. Attraverso una dotazione finanziaria straordinaria l'assessorato regionale all'Ambiente consentirà l'acquisto delle gabbie di cattura, non pericolose per le altre specie, che verranno posizionate in varie zone dal personale dell'Ente Foreste. I cinghiali che verranno catturati saranno destinati al macello e dopo le opportune verifiche sanitarie all'uso alimentare. Di queste carni o degli animali abbattuti potranno fare richiesta diversi soggetti al costo simbolico di un euro. (c. fi.http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=2009010)
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